POESIE  e Immagini

          DI Giulio Acquaviva

 

 

 

                                                                              

        Levati la maschera, vivi la vita,
conosci, forse, lunghe esperienze.
Ancora un giorno,
ancora un mese.
Fiori, fardelli,
assonnati ricordi di un tempo,
di un luogo.
Acciaroli la notte
conserva i tuoi gemiti.
Silenzio!
Parli ed ascolti,
percepisci ed emetti
lamenti, dolori.
Taci!
Ascolta zanzare che succhiano
avidamente sangue.
Cerchi il suo,
lavi gli occhi fasciati di sonno.
Acciaroli la notte
lentamente continua.
Case storte, case dritte,
geometriche strade.
Casa aperta, domani ancora,
al tuo rimpianto.



Tre donne, ognuna al suo balcone
dove continua la vita,
dove terminano i pensieri.
Tre donne diverse nel vestire,
nell'agire, nel mentire.
Sono donne come tante
ma incorniciate dalla vita.
La vita di un balcone,
di una strada ristretta
che le lascia libere di spaziare
fra due muri.
Ed esse ci muovono
come vogliono, come sentono
riempiendo lo spazio
di un ballo nuovo e vecchio
che circonda tutta l'umanità.
 

 

                                                                                                

Ho in mano il mio sgabello,

il mio mantello;

ho già compiuto incantesimi,

vinto la battaglia

contro la verità.

Così, magicamente,

seduto su un prato,

un mozzicone tra le labbra,

la scatola,

l'album sulle ginocchia.

In pieno sole,

ben comodo nelle ampiezze

dei calzoni sformati,

nella libertà che mi sta addosso.

 

 

 Lentamente uniamo rabbia insieme ad amore.

Guidiamo gli sguardi incosciamente, 

meticolosamente, unicamente per ferirci.

 Sappiamo cucire bugie in infiniti oltraggi.

 

  

Additò l'uomo

che passava

e il suo sguardo

si addolcì.

Ho dimenticato

il suo nome,

cara Circe.

Ulisse è schiavo

delle passioni,

io mi sono liberato

dalle catene

della civiltà.

Il mio pensiero vola,

il fato ha voluto

che morissi.

Un gruppo di guitti

col loro camion.

Il caricare e scaricare

oggetti dettati dalla realtà,

impregnati di fantasia.

Circondarsi di gente

che guarda stupita

l'alternarsi di sentimenti,

di situazioni familiari.

E, come sempre,

rimanere assonnati

quando tutto finisce,

senza percepire

il distacco tra fantasia

e realtà

    

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