Le Poesie di Pensiero...


 IL MIO FIORE
 

Minuto seme ti ho piantato in una mattina di primavera.

La rugiada faceva capolino tra le foglie del geranio,

che ricominciava a rivestirsi di verde velluto e di cappellini rossi.

Trepidante ti ho atteso,

in silenzio ti ho osservato spuntare alla vita,

estasiato ho raccolto il primo sbadiglio e lo serbo in me,

piccolo immenso fiore che la natura mi ha donato.

 Baciata dal sole i tuoi petali brillavano

colorando la grigia alba che nasceva,

gocce di rugiada si inseguivano sulla corolla,

come un gioco che culmina in un abbraccio per tuffarsi insieme

sulla foglia che ti adornava la cintola.

 Come canna di bambù mi sono legato a te,

stretto da lacci per sorreggere

il tuo esile stelo di giovane vita,

avvinghiato a te per proteggerti dal vento

nelle notti di sferzante maestrale.

Mi nutro della tua fragranza,

mi disseto alla fonte della tua purezza,

gioisco della tua gioia, patisco delle tue pene.

 Una mano bugiarda e cattiva

 ha reciso il tuo stelo lasciandomi solo,

nuda canna al vento,che frusta i lacci ormai liberi

di brandirmi la pelle e conficcarsi

nella mia carne vecchia e stanca.

 Ma no! Che cosa sto dicendo?

Sei come tutti i fiori nato per essere

colto da mano innamorata

per agghindar magione.

Segui la tua strada aggrappati a quella mano

e non aver paura o nostalgia.

Corri figlia mia, vai incontro al sole,

 non ti voltare mai io resterò a guardarti e, se vorrai,

a tenderti le braccia.               

 
 
 
  
 
La fuga dei pensieri




Le ombre della sera sorprendono la mente
lontano da questo sito che la materia ospita.
Andare via,viaggiare, sparire, non sempre si può.
Legami forti, troppo stretti i nodi del sangue,
ti vincolano il senno, quasi prigioniero della stessa carne.
Voci conosciute, rumori quotidiani riportano
i pensieri a congiungersi alle stanche membra.

Intanto le tenebre si affollano, ti cingono il capo,
si attenuano i rumori, in punta di piedi spariscono del tutto,
lasciando il silenzio, sovrano dell'intelletto .
Quasi per magia il corpo perde peso,
etereo si libra comincia a viaggiare
 sorvola montagne, campi e fiumare
si tuffa nel mare, veleggia, e poi approda.

Si ferma un momento, uno sguardo, un sospiro,
due occhi, un lieve sorriso velato di malinconia.
Un attimo intenso, un tonfo massiccio e laconico,
poi sensazione di quiete si spande nell'anima.
E' solo un momento, un soffio di vento,
un contatto di mani, un piccolo istante,
ma vale una vita averlo sentito e vissuto

                             
 
 
 

Momenti

 

Immerso nei pensieri, errante, quasi assente.

Sguardo lontano perduto all’orizzonte,

linea continua, spezzata dagli scogli e dalle vele.

Leggera brezza carezza la mia fronte, come

tenera mano di  puerpera appena poggiata sul frutto suo.

Sensazione di pace contrasta il turbamento

che si annida nel petto e nello stomaco.

 

Lontano rumori ovattati di vita quotidiana,

arrivano cantando una canzone,

quasi a voler dire che oltre l’orizzonte

c’è chi nasce, gioisce, piange e forse muore.

Segnali che ci arrivano alla mente,

in oscure situazioni della nostra vita,

quando l’allegria ci lascia in preda alla malinconia.

 

Momenti amari, momenti avvolti dalle tenebre,

squarciate, quasi per incanto, dal cinguettio,

pressante e disperato dei cardellini,

stipati nella paglia di quel nido incastrato

sul ramo di un olmo ondeggiante e antico,

e attendono tremanti l’anelato  pasto giornaliero,

non sempre certo di esser consumato.

 

Il fiore appena nato in un giardino

 si erge altezzoso e fiero,

convinto pienamente d’essere bello,

 sapiente d’esser desiderato.

Corolla pregna di nettare e colore

circondata di petali aggrappati disperatamente.

Non perde mai il suo profumo!

neanche se dalla terra vien strappato.

                                         Ugo De Francesco

 

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