Baciata
dal sole i tuoi petali brillavano
colorando la
grigia alba che nasceva,
gocce di rugiada
si inseguivano sulla
corolla,
come un gioco che culmina in un
abbraccio per tuffarsi
insieme
sulla foglia che ti adornava
la cintola.
Come
canna di bambù mi sono legato a te,
stretto da lacci
per sorreggere
il tuo esile
stelo di giovane vita,
avvinghiato a te
per proteggerti dal vento
nelle notti di
sferzante maestrale.
Mi
nutro della tua fragranza,
mi disseto alla
fonte della tua purezza,
gioisco della tua
gioia, patisco delle tue
pene.
Una mano bugiarda
e cattiva
ha reciso il tuo stelo lasciandomi solo,
nuda canna al vento,che
frusta i lacci ormai liberi
di brandirmi la
pelle e conficcarsi
nella mia carne
vecchia e stanca.
Ma no! Che cosa
sto dicendo?
Sei
come tutti i fiori nato per essere
colto da mano
innamorata
per agghindar
magione.
Segui la tua
strada aggrappati a
quella mano
e non aver paura o
nostalgia.
Corri figlia mia,
vai incontro al sole,
non ti voltare
mai io resterò a
guardarti e, se vorrai,
a tenderti le
braccia.

La fuga dei
pensieri
Le ombre della sera sorprendono la mente
lontano da questo sito che la materia ospita.
Andare via,viaggiare, sparire, non sempre si può.
Legami forti, troppo stretti i nodi del sangue,
ti vincolano il senno, quasi prigioniero della
stessa carne.
Voci conosciute, rumori quotidiani riportano
i pensieri a congiungersi alle stanche membra.
Intanto le tenebre si affollano, ti cingono il capo,
si attenuano i rumori, in punta di piedi spariscono
del tutto,
lasciando il silenzio, sovrano dell'intelletto .
Quasi per magia il corpo perde peso,
etereo si libra comincia a viaggiare
sorvola montagne, campi e fiumare
si tuffa nel mare, veleggia, e poi approda.
Si ferma un momento, uno sguardo, un sospiro,
due occhi, un lieve sorriso velato di malinconia.
Un attimo intenso, un tonfo massiccio e laconico,
poi sensazione di quiete si spande nell'anima.
E' solo un momento, un soffio di vento,
un contatto di mani, un piccolo istante,
ma vale una vita averlo sentito e vissuto

Momenti
Immerso nei pensieri, errante,
quasi assente.
Sguardo lontano perduto
all’orizzonte,
linea continua, spezzata dagli
scogli e dalle vele.
Leggera brezza carezza la mia
fronte, come
tenera mano di puerpera
appena poggiata sul frutto suo.
Sensazione di pace contrasta
il turbamento
che si annida nel petto e
nello stomaco.
Lontano rumori ovattati di
vita quotidiana,
arrivano cantando una canzone,
quasi a voler dire che oltre
l’orizzonte
c’è chi nasce, gioisce, piange
e forse muore.
Segnali che ci arrivano alla
mente,
in oscure situazioni della
nostra vita,
quando l’allegria ci lascia in
preda alla malinconia.
Momenti amari, momenti avvolti
dalle tenebre,
squarciate, quasi per incanto,
dal cinguettio,
pressante e disperato dei
cardellini,
stipati nella paglia di quel
nido incastrato
sul ramo di un olmo
ondeggiante e antico,
e attendono tremanti
l’anelato pasto giornaliero,
non sempre certo di esser
consumato.
Il fiore appena nato in un
giardino
si erge altezzoso e fiero,
convinto pienamente d’essere
bello,
sapiente d’esser desiderato.
Corolla pregna di nettare e
colore
circondata di petali
aggrappati disperatamente.
Non perde mai il suo profumo!
neanche se dalla terra vien
strappato.
Ugo De Francesco