Ad un tratto, così senza preavviso o avvisaglie,  per un breve attimo, un solo breve

istante forse meno , ma  giusto quanto basta per percepire, per un breve istante di

questa illusione che chiamiamo tempo o vita..come preferite!  

 si sentì prima albero e poi frutto, ed  è improprio dire dopo, poichè avvenne insieme ed

 è anche scorretto dire avvenne, cmq si sentì albero e frutto e ardici e qualunque cose

egli vedesse si sentiva tale e fu terra e fu aria e fu acqua e fu monte…………….e fu…….

 passati gli istanti,  tutto si riposizionò li dove era visibile e ‘albero divenne albero e

d il frutto era frutto e le radici non si scorgevano più ed il monte alla sinistra e l’aria e

l’acqua, tutto era a se stante.

Sfinito osserva i punti e le direzioni e l’alto ed il basso ed il prima ed il dopo, è lì.

Prese le distanze dal colore più luminoso visto sin adesso e si incamminò senza sapere esattamente dove andasse, le strade erano larghe e a volte la tortuosità superava la larghezza, comunque venivano percorse  con leggerezza e maestria accompagnate da una malinconia visibile nella ruga su in alto a destra a fianco della cavità oculare.

Cercava , sapeva che avrebbe visto altri colori e tratto altre saggezze.

Tappe brevi giusto per fermare l’occhio su un rametto arrossato dall’autunno  imminente

 o talvolta su una foglia che presa dal vento mulinava giù per terra e poi si  alzava leggera per involarsi portata dalla confusione ventosa.

In fondo dove si perde l’acume dell’occhio, la linea dell’orizzonte si infuocav    a per

 perdersi in un azzurro rosato sormontato da nubi che sbiancavano mano a mano che si sollevavano dalla linea di fine.

Le forme si scurivano ed i contorni si mettevano a fuoco con difficoltà sempre crescente, i fari in qualche modo illuminavano le tortuosità larghe ed i paracarri cesellati con i catarifrangenti meccanizzavano il manto di petrolio grigio e svolgevano il compito loro affidato: delimitare le larghe tortuosità.

In discesa si è meno impegnati, tuttavia la leggerezza della cartuzza  smoking rendeva difficile l’arrotolamento e fu necessario sostare.

Lo scroscio della fontana di acqua corrente si avanzò su per il condotto uditivo e stimolò

la sempre annoiata curiosità, quindi le mani si raffreddarono sotto il fascio di acqua impetuoso ed ancor di più furono raffreddate dalla brezza lieve ma continua che

 scuoteva le cime dei pini.

Delle foglie secche erano li a suggerire il fuoco, un fuoco che ristorasse dalle frescure montane.

I lampi della fiamma proiettavano ombre sinistre tutt’intorno,   un brivido di angoscia

 sali su per l’osso sacro, solo per un attimo.

Perché avere paura? Di cosa? Fantasmi di angoscia si avanzarono MENTRE su in alto la luna di Galileo, il disco d’argento era contornato da una aura fumosa, segno che

l’indomani si sarebbe alzato il vento di tramontana e lontano si sentiva nettamente un suono di campanaccio, forse una mucca o altro.

Esaurite le fiamme ed asciugate le mani la smoking venne arrotolata, era buona

 emanava un buon odore il rigagnolo del fumo tortuoso similmente alla strada saliva su

e si disperdeva.

Sedette li, sul ciglio della strada accanto alla fontana che spruzzava goccioline di

 buona acqua nei limitrofi e aspirò con forza, trattenne dentro gli aromi ed i veleni

frattanto che la cartuzza si incollo sul labbro superiore tanto che si strappò.

La verticale non fu rispettata e si adagiò sulle scapole incurvando se stesso e rimirando

la cartuzza annerita dal fumo, quindi l’occhio si posò sulla parte iniziale che bruciacchiava lentamente,  esasperatamente lenta, ma inarrestabile.

 Una folata di vento alimentò la combustione, riportò la cartuzza tra le labbra e aspirò ancora profondamente..

La mollezza si cominciava a sentire ed era gradevole, non sentiva più neanche freddo e l’aria raffreddava le gote che si erano scaldate al pensiero del colore luminoso, le pulsazioni aumentarono lievemente, poi tutto scomparse  per fare posto a oniricità figlie

 di dolore e gioia misti similmente ad   un prastocchio di acqua e olio male amalgamati.

 

***

 

 

        

 

                      

 

   

        

                              

 

            

       

             

        

 

 

P