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Guardo i Sassi di Matera,
dolce
poesia di tempi antichi,
basse
casette solidali, unite,
appaiono agli occhi come cartolina
di un
bianco opaco e cenere sfumata
unita
al giallo ocra dei raggi del sole.
Un
incanto attorno si diffonde,
surreale atmosfera dei tempi in cui,
si
usavano le semplici parole
senza
girare intorno a mille cose,
la
povertà restava povertà,
come
tutti, sotto questo inquieto cielo,
apparteniamo ad un’unica entità.
Dentro me un’ equilibrio
in suggestivo abbandono,
d’ogni pensiero è priva la mia mente.
Come
un fiume in declivio mi appare la città,
il
cielo cerulo e le argentee stelle
contornano i Sassi distesi l’uno dopo l’altro
silenziosi, indifferenti al fascino emanato,
si
adagiano dormienti, consapevoli
che
gli occhi di chi ammira e poi va via,
non
scorderanno mai rara magia.
©Vera
( "Riflessi dentro me" )
edito da Il ponte vecchio


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